Al di là del vetro, oltre il velo di polvere e gocce. Fuori da qui, fuori da me. Rombar di motori, rotolar di vite, corse in illusorie direzioni, imprescindibili alienanti impegni. Chi non capisce, chi non ha tempo, chi non vuol capire. Fermarsi non si può, pochi lo sanno fare, che per star fermi e non cadere non bastan le intenzioni, per acettar d'esser mortale ti devi sublimare. Come per galleggiare, si deve star tranquilli e lasciarsi andare, l'agitazione può affondarti, l'acqua non si fa addomesticare. Tranquillità di corpo e mente, oltre la soglia del dolore, non si impara e non si compra, si può solo conquistare. Io son qui. Ossa e muscoli stremati, straniera nella mia pelle, sdraiata nella mia vita. Guardo e sento, respiro e penso. Galleggio, mi lascio riposare, mi concedo la lentezza, mentre sento correre e gridare. Fuori son raffiche e stridore, onde che sbattono, distraggono, disturbano, soltanto un po'.