L'estate è alla fine.
Stagione aggressiva di troppa luce, troppe grida, troppa pelle, insetti, gente, polvere, sete, sudore.
Finestre chiuse e aria finta, freddo senz'anima che condiziona anche me.
Finestre aperte, vociare sciocco, odore di cibo e acciottolio di piatti altrui, vicinanza distante che non sazia e non consola.
Sta finendo.
Luce e calore si dovranno desiderare, cercare, creare; non più appiccicati addosso e sopportati come le malattie, come una violenza.
Tornerà.
Ma presto potrò rilassarmi, smettere di stringere i denti e dimenticare, coccolata dalla delicatezza dell'autunno con la sua malinconia dolce di vita che sfiorisce, così confortante per la mia mente e per questo corpo fragile bisognoso di lentezza e luce soffusa.
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