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Al faro di Tévennec

Su un isolotto di scogli
assediato dalle onde,
nella solitudine
popolata da spettri,
accolgo e restituisco
la luce del mondo.

Pungolata e inumidita
da vento e da mare,
scompigliata e appassita
da aria e da sale.

Sciabordìo d'acqua,
stridìo di gabbiani,
urla di naufraghi,
sussurri di sopravvissuti.

Tutt'intorno il caos del mondo,
io immersa in me,
ferma e in ascolto,
qui.

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