Son partito baldanzoso
per la patria e per l'onore,
in divisa da soldato,
il vestito mio migliore.
Diciott'anni di bellezza,
tanti sogni dentro al cuore,
Nina aspettami ti sposo,
tornerò e sarò migliore.
Son salito su quel treno
con migliaia come me,
testa alta e cantar forte,
Siam tornati in trentatré.
Trentatré corpi spezzati,
nella mente solo orrore,
non allevia la coscienza
la medaglia al mio valore.
E la Nina l'han violata,
non è più tornata in sé,
il sorriso cancellato
da soldati come me.
L'ho pensato là in trincea,
forse è meglio non tornare,
che l'inferno non si scorda,
non sarà mai più Natale.
L'ho pensato tra i pidocchi,
con la fame e la paura,
le bestemmie e tanti morti,
questa vita è troppo dura.
È la guerra bimbo mio,
la storia è molto chiara,
a versar sangue non si smette,
la lezione non si impara.
Stai tranquillo soldatino,
imparerai a non pensare,
col tempo e tanto vino
saran storie da raccontare.
Tu e la Nina tornerete
a sorridere e ad amare,
non sarà più come prima
ma è la vita, che ci vuoi fare?
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